FatturaPA Italia, normativa e obblighi per adempimento IVA

Con l’entrata in vigore della Legge Finanziaria 2018, sarà effettivo un nuovo obbligo di fatturazione elettronica, a partire dal 1 giugno 2019, riguardante la fornitura di prodotti e servizi effettuata da parte di entità che sono residenti, stabiliti o con partita IVA registrata in Italia.

L’obiettivo della pratica di fatturazione elettronica in questione è sia di promuovere l’uso più efficace di mezzi digitali da parte delle società che di tenere sotto controllo atti fraudolenti, come evasione e frode fiscale. Per ottemperare a detto requisito, i contribuenti dovranno aggiornare i loro sistemi informatici per trasferire le fatture elettroniche (in formato XML) tramite il Sistema di Interscambio (cosiddetto “SDI”) in entrambe le direzioni. Numerosi fattori influiranno sull’estensione della modifica che sarà necessaria per infrastrutture attualmente in uso. Utilizzare uno o più intermediari nel processo può facilitare le cose e permettere che ci sia una limitazione delle modifiche. Alcuni punti salienti della nuova pratica enunciati nella Lege Finanziaria 2018 per la fatturazione elettronica sono elencati brevemente qui di seguito:

Formato di fattura elettronica e scadenze

A partire dal 1 gennaio 2019, le fatture elettroniche dovranno rispettare i seguenti requisiti:

 

– Le fatture devono essere convertite in formato XML, come da requisiti tecnici delineati nel Decreto n. 55 datato 3 aprile 2013;

– Devono essere firmate digitalmente;

– Devono essere trasmesse all’indirizzo tramite SDI.

 

Se un mutuo accordo sulla trasmissione di fatture elettroniche venisse stabilito dalle rispettive parti, possono essere utili per i contribuenti degli intermediari autorizzati. İn ogni caso, il fornitore sarà ritenuto responsabile dell’emissione delle fatture da parte delle Autorità Fiscali. Nella Legge si indica che altri formati di fattura elettronica possono ugualmente essere usati, purché questi formati seguano standard o norme accettate dall’Unione Europea. Da notare che alcuni contribuenti in settori specifici saranno soggetti alla normativa di fatturazione fiscale molto prima del 1 gennaio 2019. Ad esempio, la fornitura di carburante che i servizi offrivano tramite subappaltatori, o una catena aziendale, nell’ambito di applicazione di un contratto di appalto per lavori o servizi forniti alla pubblica amministrazione, richiederà l’uso di fatture elettroniche a partire dal 1 luglio 2018.

 

Per ulteriori informazioni, potete anche fare riferimento all’altro Newsalert sui nuovi obblighi IVA imposti per l’industria dei carburanti. İ contribuenti soggetti alla fatturazione elettronica. L’uso di fatture elettroniche formattate in XML è richiesto per la fornitura di beni e servizi resi, offerti da entità fisiche o legali tassabili, che sono residenti o identificati ai fini IVA in Italia. Un’eccezione alla normativa sopra menzionata riguarda le fatture emesse o raccolte da contribuenti non residenti, dal momento che questi non sono soggetti stabiliti o identificati ai fini dell’IVA. A titolo di esempio, la fattura elettronica non sarà richiesta per un servizio di consulenza fornito ad un’entità in Francia da parte di un’entità tassabile in Italia.

La fatturazione elettronica è una pratica obbligatoria anche per transazioni B2C (cioè, “tra imprese e consumatori”), se il fornitore deve emettere una fattura. In tali casi, le fatture elettroniche emesse a consumatori privati dovranno essere inviate loro da parte dei servizi elettronici delle autorità fiscali italiane. Inoltre, una copia cartacea della fattura elettronica deve essere inviata al consumatore da parte del fornitore. Pertanto, sarà il consumatore a decidere se rinunciare alla sua copia della fattura elettronica o della fattura cartacea.

 

Comunicazione internazionale. Con l’entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 2019, alle entità che risiedono o sono stabilite nello Stato sarà richiesto di presentare alle autorità fiscali italiane i dati sulla fornitura di beni e servizi forniti/ricevuti a/da parti non stabilite o non registrate ai fini IVA in Italia. Diversamente, le autorità fiscali italiane riceveranno anche i dati delle fatture che non saranno inviate tramite SDI, dal momento che rientrano nella categoria di operazioni “internazionali”. Le presentazioni alle autorità fiscali italiane avverranno tramite una specifica comunicazione su piattaforma digitale e saranno inviate entro l’ultimo giorno del mese che segue la data di emissione o la data di ricevimento della fattura.

 

Clausole penali. Le fatture tra entità italiane IVA residenti o IVA stabilite saranno trattate in modo diverso rispetto alle descrizioni summenzionate (vale a dire, la presentazione della fattura elettronica in XML “FatturaPA” standard e via sistema SDI), la fattura sarà considerata omessa e saranno applicabili penali in accordo con l’articolo 6(1), Decreto Legislativo n. 471/97 (vale a dire, penali che variano dal 90% al 180% dell’IVA non correttamente documentata). È da specificare se la detta penale si applica anche alle entità non residenti (ma solo alla partita IVA registrata in Italia).

 

Inoltre, i consumatori che non riceveranno la fattura di acquisto in linea con i requisiti specificati nel paragrafo precedente, solo per evitare le penali di cui all’articolo 6(8), Decreto Legislativo n. 471/97 (vale a dire, pari al 100% dell’IVA non documentata), devono, in ogni caso, ottemperare all’obbligo documentale stabilito dalla legge (chiamato “autofattura denuncia”) usando l’SDI. Riguardo alla nuova “comunicazione internazionale” e se è omessa o presentatata con dati falsificati o incompleti, la nuova penale di cui all’articolo 11, (2 quater), Decreto Legislativo 471/97 sarà applicabile (vale a dire, 2€ per ogni fattura, considerando un limite massimo di 1.000€ per ogni trimestre, anche se l’obbligo non è su base mensile). Si indica che la penale può essere ridotta della metà se la relativa correzione dovesse essere effettuata entro 15 giorni a partire dalla scadenza ordinaria.

 

Semplıfıcazıonı ed esenzioni fiscali. Similmente alla versione precedente del Decreto Legislativo n. 127/2015 (prima dell’emendamento previsto dalla Legge sul Bilancio 2018), è prevista la riduzione di due anni del periodo di accertamento fiscale (sia ai fini IVA che IRES) per il contribuente residente, stabilito e registrato in Italia ai fini IVA.

 

Conformemente, per usufruire di questo, il contribuente deve garantire la tracciabilità di ogni e qualsivoglia pagamento superiore a 500 € (questo limite è stato recentemente aumentato dalla Legge sul Bilancio 2018) ricevuto ed effettuato da/a suoi destinatari (le procedure saranno indicate in dettaglio da un altro Decreto del Ministero delle Finanze).

Inoltre, la legge in questione precisa che la riduzione del periodo di accertamento fiscale non sarà applicabile per i contribuenti che effettuano transazioni nella categoria indicata nell’articolo 22, Decreto Presidenziale n. 633/72, i contribuenti che hanno beneficiato dell’opzione come da articolo 2, Decreto Legislativo n. 127/2015 (vale a dire, l’opzione di presentare elettronicamente l’importo dei corrispettivi quotidiani) sono esclusi. La Legge sul Bilancio annulla il provvedimento secondo cui il contribuente aveva la priorità per il rimborso del credito IVA.

La Legge sul Bilancio 2018 anticipa alcune misure di semplificazione per i contribuenti come di seguito:

– l’obbligo di archiviazione elettronica per questioni fiscali sarà soddisfatto dalle fatture elettroniche, più dagli altri documenti elettronici presentati tramite il sistema di interscambio (le tempistiche e procedure saranno definite da una legge specifica);

– l’articolo 21, Decreto Legge n. 78/2010, che obbliga i contribuenti a presentare lo “Spesometro” è stato cancellato;

– Non appena questi dati fiscali sono ottenuti, le autorità fiscali italiane assisteranno le attività artistiche, attività professionali o attività commerciali dei contribuenti nel seguire la “contabilità semplificata” per il calcolo delle loro tasse e per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

– L’entrata in pieno vigore della normativa obbligatoria di fatturazione elettronica per vendite esentasse, riguardante la fornitura di prodotti a consumatori privati residenti al di fuori dell’Unione Europea.

 

Si prega di richiedere la Sessione Demo Live per ulteriori dettagli.

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